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WORLD OPEN NEWS

Si sospetta che la Russia abbia almeno 15 città segrete, i cui nomi e posizioni non sono su nessuna mappa

Pubblicato il 05/07/2017 alle 18:25
Fonte: Wikipedia, MentalFloss
Dopo la seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica ha iniziato a fondare una serie di città chiuse, località dove gli spostamenti erano soggetti a forti restrizioni. Gli stranieri non potevano accedervi se non con permessi speciali, e anche gli stessi cittadini erano fortemente monitorati nei loro spostamenti.
Le città chiuse avevano principalmente una funzione militare-scientifica. Molte di esse sono state coinvolte in progetti di ricerca sull'energia nucleare e sulle bombe atomiche.

Costruite in località remote (come la Siberia), per i nemici era difficile localizzarle (figuriamoci bombardarle).
Molte di loro sono state costruite dagli schiavi dei GULAG sovietici.
Dotate di ospedali, palestre, scuole, negozi, teatri, ristoranti e centrali elettriche, chi vi entrava molto spesso non ne usciva mai più. Erano circondate da filo spinato e da militari, e ci si riferiva ad esse con un codice, che indicava una località e un numero. Ma i nomi cambiano molto spesso e le località erano false, e per le spie era difficile gestire la situazione. Soltanto il ministero e gli alti ufficiali conoscevano le posizioni di tutte le località.

Se pur diverse città chiuse sono state aperte negli ultimi decenni, come Perm', Kaliningrad e Vladivostok, alcuni esperti della sicurezza occidentale ritengono che ci sono ancora oggi almeno 15 città che non sono mai state scoperte dai paesi occidentali, che non compaiono sulle mappe e i cui nomi non sono mai stati comunicati. Sarebbero abilmente camuffate per non essere individuabili dai satelliti americani.

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