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Gli psicologi chiamano "flow" lo stato motivazionale perfetto, in cui una persona è così immersa in un'attività che perde il senso del tempo e dello spazio

Pubblicato il 31/01/2018 alle 12:19
Fonte: Wikipedia inglese
Si chiama flow (flusso), ma anche "esperienza ottimale". Si tratta di uno stato mentale altamente desiderabile, in cui si è così immersi e coinvolti in un'attività che si perde il senso del tempo e dello spazio.
Il concetto di flusso è stato introdotto nel campo della psicologia della motivazione da Mihály Csíkszentmihályi (un italiano può pronunciare il nome in modo corretto leggendo: Mihali Ciksentmihali).

Dalla psicologia il concetto di flow è stato esportato allo sport, alla spiritualità e alla seduzione.
Nel linguaggio sportivo il flow è anche conosciuto come "trance agonistica"
Ad esempio, Pelé ha descritto la sua esperienza di flow in questo modo: "come se provassi una strana calma... una specie di euforia. Sentivo che potevo correre per tutto il giorno senza stancarmi e che potevo dribblare qualunque giocatore della squadra avversaria e quasi passare fisicamente attraverso loro"

Il flow sembra anche essere uno dei motivi per cui si gioca ai videogames. I videogiochi sono capaci di generare in noi lo stato di flusso, dal momento che il loro obiettivo è intrattenere attraverso la motivazione intrinseca (collegata al flow: senza di essa il flow non può generarsi).

I sei componenti del flow, così come identificati da Csíkszentmihályi e Nakamura, sono una concentrazione intensa e focalizzata sul momento presente; una fusione di azione e consapevolezza; una perdita della coscienza riflessiva; un senso di controllo personale sulla situazione o sull'attività; una distorsione dell'esperienza temporale; l'esperienza dell'attività come intrinsecamente gratificante.

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